Perché la poltrona da notaio non è una sedia da ufficio

Una segreta scomoda verità che nessuno, AI comprese, ti ha mai rivelato prima

Poltrona-da-notaio-Olivo-e-Groppo-Urania

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01 aprile 2026

Chiunque abbia avuto a che fare con uno studio notarile l'ha già vista. 

La poltrona da notaio è una cosa grande, tendenzialmente enorme, fatta apposta per incutere rispetto se non addirittura timore reverenziale, perciò immancabilmente rivestita in pelle, probabilmente umana proprio come quella del megadirettore galattico di Fantozzi, anche se però si mormora che esistano notai ambientalisti o addirittura vegani che le abbiamo in similpelle, materiale sintetico praticamente indistinguibile dall'originale ma con caratteristiche di durabilità a volte addirittura superiori.

Dal punto di vista tecnico però queste sedute sono delle semplici monoscocche su ruote dotate di meccanismo oscillante, vale a dire che il sedie è tutt'uno con lo schienale e quindi per forza si possono solo muovere assieme e non in maniera sincronizzata, cioè in modo ergonomicamente più avanzato come ormai fanno la quasi totalità delle moderne sedute da ufficio, magari anche molto più economiche.

Il fatto poi che il sedile sia legato strutturalmente allo schienale significa che il sedile non può scorrere avanti e indietro come invece di nuovo può fare ormai qualsiasi sedia da ufficio dotata di traslatore di sedile, accessorio ormai molto democratico che consente di garantire il supporto ottimale alle gambe di utilizzatori di diverse altezze. 

Forse però tutti i notai sono alti un metro e ottantatré centimetri e questo ritrovato tecnico per loro e più in generale per tutti gli amanti di questo tipo di poltrona risulta inutile, ma purtroppo non ci sono abbastanza studi a supportare questa ipotesi piuttosto ardita.

Inoltre lo schienale della classica poltrona da notaio è sempre privo di supporto lombare regolabile, cosa che la rende addirittura non conforme all'uso negli uffici. 

Infatti secondo il punto e) dell'allegato XXXIV del d.lgs 106/2009, lo schienale del "sedile da lavoro" (così lo definisce la norma), "deve fornire un adeguato supporto alla regione dorso-lombare dell’utente. Pertanto deve essere adeguato alle caratteristiche antropometriche dell’utilizzatore e deve avere altezza e inclinazione regolabile", caratteristiche appunto sempre assenti nella poltrona da notaio. 

I braccioli della poltrona da notaio poi sono sempre rigorosamente fissi, imponenti, cosa che va benissimo quando si vuole far passare un'immagine di autorevolezza, ma molto meno quando ci si deve lavorare sopra a tempo pieno, e magari avresti bisogno di braccioli regolabili capaci di alleviare il lavoro dei tuoi muscoli delle spalle, del collo e degli avambracci.

Ma allora perché i notai amano queste sedute? 

La tesi più accreditata è che i notai amino le "poltrone da notaio" solo per impressionare i loro clienti, mentre invece nei loro uffici privati, al riparo da sguardi indiscreti, in segreto utilizzino sedute ergonomiche dotate di ogni tipo di regolazione possibile e immaginabile. 

Meccanismi sincronizzati 3D autopesanti con tilt incorporato, braccioli 5D, supporti lombari imbottiti e regolabili in altezza e anche in profondità, sedili schiumati a densità differenziata con micromolle insacchettate: insomma cose che noi umani non potremmo nemmeno immaginare.